pagina di Tèchne di Paolo Albani

Eugène Ionesco
COME PREPARARE UN UOVO SODO


Chiedete un uovo sodo al vostro lattaio. Pregatelo di sperarlo, cioè di guardarlo contro luce, per controllarne la freschezza. Di solito l'uovo sarà di gallina. È possibile usare anche l'uovo d'anatra, che è più grosso, per lo più di un colore leggermente verdastro e meno facile da trovare. Ritornate a casa cercando di mantenere l'uovo intatto. È consigliabile preparare l'uovo sodo in cucina, su un fornello. Attenzione! non mettere l'uovo direttamente sul fornello, ma dentro una casseruola. In precedenza versare nella casseruola una quantità d'acqua sufficiente a coprire l'uovo. Ad esempio, per una casseruola cilindrica, con diametro di 20 centimetri e altezza di 15 centimetri, non occorre più di mezzo litro d'acqua. Potrete ottenere l'acqua anche girando la chiavetta collocata, nella maggioranza dei casi, sopra l'acquaio; sul fuoco dovrete mettere la casseruola contenente l'acqua nella quale è immerso l'uovo. Se l'acqua è fredda potrete farla scaldare dopo aver acceso il fuoco del fornello. Si accende il fornello mediante un fiammifero estratto da una apposita scatoletta, avendo cura di strofinarne uno dei due lati ricoperti di fosforo rosso. Poi porterete il fiammifero al di sopra degli orifizi del bruciatore, dopo aver fatto ruotare i bottoni che consentono al gas di fluire dentro i tubi e di arrivare agli orifizi attraverso i quali esce sotto forma di fiammella. Invece del fiammifero, si possono usare sia l'accendino, sia l'accenditore a selce piromaca o elettrico a pulsante. Aspettate che l'acqua arrivi ad ebollizione. Poi immergetevi l'uovo.
Potrete toglierlo dieci minuti più tardi mediante un cucchiaio onde evitare la scottatura delle dita. Mettere l'uovo sotto l'acqua fredda allo stesso fine. Quindi asportare il guscio: per compiere questa operazione, battere il suddetto guscio molto leggermente con un coltello o un cucchiaino da caffè pulito. Una volta ottenuta una sottile fenditura, deporre il corpo contundente e staccare il guscio adoperando con delicatezza, tout court, le vostre dita. Getterete i resti del guscio, che non è commestibile, in un portaimmondizie o nel lavandino, e collocherete l'uovo su un piatto preferibilmente piano. Potrete tagliarlo in due spicchi nel senso della lunghezza usando un coltello. Cospargere di sale e, a seconda dei gusti, di burro caldo o di olio. Si può anche tagliarlo nel senso della larghezza in spicchi più sottili e mescolarlo all'insalata. È possibile anche consumare l'uovo senza tagliarlo a fette. In tal caso lo si porta con la mano alla bocca senza l'ausilio della forchetta e lo si morde, come se fosse una mela, dopo averci affondato dentro gli incisivi ed i canini per staccarne ciò che si chiama un boccone (da «bocca»), poi un secondo, un terzo. Di solito, da tre a sei bocconi sono sufficienti al conseguimento dello scopo.
Esiste eventualmente la possibilità di mangiare l'uovo senza sale, senza burro e senza olio.
Chi desidera avere due o tre uova dovrà semplicemente raddoppiare o triplicare la dose. Il tempo di cottura non muterà, a condizione di mettere tutte le uova assieme. Facendo bollire un liquido o facendo cuocere un prodotto alimentare (lesso, passato di piselli, ecc.), si constata che il tempo di cottura varia a seconda della quantità o dello spessore dei cibi sottoposti all'azione del fuoco. Le uova, a patto che le si faccia cuocere nel loro guscio, fanno eccezione alla regola. Messe assieme, il loro numero non influisce sul tempo di cottura. Questa particolarità non dev'essere trascurata.
Se l'uovo, nonostante tutte le precauzioni prese, è marcio, buttatelo. L'uovo marcio si riconosce dall'odore nauseabondo, dovuto alla decomposizione chimica che genera acido solfidrico H2S. In tal caso potrete manifestare le vostre lagnanze sia direttamente al fornitore, sia all'Ufficio d'igiene e controllo alimentare, l'indirizzo del quale è registrato nell'elenco telefonico reperibile presso tutti gli abbonati come del pari presso i caffè e gli uffici postali. L'uovo sodo si distingue dall'uovo crudo o bazzotto o alla coque grazie alla consistenza più compatta dovuta alla disidratazione derivante dalla cottura. Nell'uovo detto alla coque, il giallo resta liquido; nell'uovo sodo il giallo e il bianco sono rappresi.
Durante la cottura possono verificarsi lievi incidenti. Casi, ad esempio, il guscio può fendersi ed una parte del contenuto spandersi nell'acqua: molto più raramente la totalità del contenuto. Non preoccupatevi della cosa in quanto il contenuto continua a cuocere anche fuori del guscio. Alla fine della cottura potrete raccogliere i pezzi solidificati mediante un cucchiaio. Potrete anche mettere un altro uovo nella casseruola, ossia ricominciare da capo l'operazione.
Taluni autori preferiscono e raccomandano che si immerga l'uovo nell'acqua fredda; in tal caso diminuiscono i rischi di rottura del gusc
io, giacché esso si riscalda e dilata gradualmente. Una dilatazione brusca è difficile da prevedere, in quanto il suo sviluppo non è visibile ad occhio nudo.
Se mettete l'uovo in acqua fredda, per farlo cuocete contemporaneamente alla bollitura dell'acqua, la durata totale dell'operazione di solidificazione è meno lunga. Informarsi sui tempi esatti.
Il fornello a gas non è rigorosamente indispensabile per la preparazione del cosiddetto uovo sodo. Si possono usare il fuoco del camino, la graticola, la stufa a legna, elettrica o ad alcool, ecc., e persino la sabbia calda (differenza di durata di cottura da tener presente).
L'uovo è un alimento sano e nutriente
. Tuttavia è sconsigliato e poco raccomandato in determinati casi. Attenersi alle istruzioni del medico curante.

 

Fonte: Eugène Ionesco, «Come preparare un uovo sodo», in Teatro 2, traduzione e cura di Gian Renzo Morteo, Einaudi, Torino, 1967, pp. 363-367.


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