pagina di Nuova Tèchne
di Paolo Albani

AMERICO SCARLATTI

voce tratta dall'Enciclopedia dei giochi

di Giampaolo Dossena,
3 voll., Utet, Torino 1999,
vol. I, pp. 78-79.





   Pseudonimo anagrammatico sotto il quale Carlo Mascaretti (bibliotecario e giornalista, Piacenza 1855 - Roma 1928) pubblicò una raccolta in più volumi di divagazioni erudite sotto il titolo Et ab hic et ab hoc.
    Il primo volume degli Et ab hic et ab hoc fu edito a Roma dalla Società Editrice Laziale di Federico Garlanda (Strona, Novara 1857 - Roma 1913) nell’anno 1900. Aveva avuto anticipazioni in rivista; per esempio il capitolo La letteratura senza senso era apparso, col titolo Letteratura senza senso nella «Rassegna settimanale universale» del 19 gennaio 1896 (in riferimento all’articolo di Pietro Micheli, Letteratura che non ha senso, apparso nella rivista «Pensiero italiano» nel dicembre 1895). Americo Scarlatti tenne rubriche su «Minerva, rivista delle riviste» (fondata nel 1891 dallo stesso Garlanda), sulla «Rassegna settimanale universale», «Scena Illustrata», sul quotidiano di Roma «La Tribuna» ecc.
    Il primo volume degli Et ab hic et ab hoc ebbe un buon successo di pubblico e di critica. Lo elogiò Rodolfo Renier [(1857-1915), letterato e filosofo, ndc] sul «Giornale storico della letteratura italiana» (vol. 37 [1901], pag. 193). Fu ristampato nel 1902. Ne apparve una edizione largamente rinnovata nel 1915 presso la Utet col sottotitolo Amenità letterarie.
    L’opuscolo Prospetto bibliografico degli Et ab hic et ab hoc di Americo Scarlatti, pubblicato dalla Utet nel 1918, descrive 24 volumi, tra pubblicati e in corso di preparazione e di pubblicazione. Ne furono pubblicati 12: Amenità letterarie, Il Castello dei sogni, Corpusculum iscriptionum, Altre iscrizioni eclettiche, Iscrizioni caratteristiche di edifici, Curiosità storiche, Curiosità del commercio e della vita, Mondo femminile ignoto, Le malattie del linguaggio, Nomi, cognomi e soprannomi, Curiosità bibliografiche, Curiosità artistiche.
    Il primo volume degli Et ab hic et ab hoc, sottotitolo Amenità letterarie, è stato ripubblicato dalla Salani nel 1988 col titolo Et ab hic et ab hoc (che viene dunque stravolto a indicare un volume singolo anziché la serie di 12 volumi), e con una falsa indicazione più volte ripetuta per cui sarebbe stato pubblicato nel 1918, mentre, come si è detto, fu pubblicato nel 1915.
    Pur coi limiti che per esempio additiamo alla voce → nonsenso [Dossena rimprovera a Scarlatti di non citare né Edwar Lear né Lewis Carrol nella sua Letteratura senza senso, vedi la voce "nonsenso" in Giampaolo Dossena, Enciclopedia dei giochi, cit., vol. II, p. 801, ndc], l’opera di Americo Scarlatti resta fondamentale per lo studio dei giochi di parole e di quelle che lui stesso chiamò amenità letterarie ( bizzarrie letterarie).





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